abbusi di c
abusi di C
Quando ho affittato la casa, ero spinto a lasciare il San Carlo e non ho prestato la debita attenzione ai riferimenti degli altri inquilini dell'appartamento. Per me, considerando la mia mancanza di reddito, l'offerta di non dover pagare servizi come luce, acqua, condominio, internet, ecc. sembrava perfetta. Ho notato che l'appartamento era dotato di tutto ciò di cui avevo bisogno per cucinare, per l'igiene e per scrivere. Tuttavia, arrivato lì, ho scoperto una situazione molto diversa da quanto mi aveva presentato il proprietario.
Nella camera da letto non c'era installato il bastone dentro l'armadio che avrebbe permesso di appendere i vestiti. Il giorno in cui sono arrivato, il 20 dicembre, mi ha promesso che al suo ritorno dall'Inghilterra l'armadio sarebbe stato pronto. Ero molto frustrato perché non potevo appendere i vestiti, così mi ha assicurato che sarebbe stato sistemato al mio arrivo. Quando sono tornato dall'Inghilterra, il 31 dicembre, non era ancora sistemato. Al momento di redigere questo paragrafo, non ho ancora un posto dove appendere i vestiti nella mia stanza e mi trovo costretto a vivere in un grande disordine (o, cosa che non voglio, a impiegare molto tempo a piegare i vestiti per infilarli nell'armadio). Inizialmente gli facevo notare che la sistemazione dell'armadio era importante, ma pian piano ho abbandonato le mie richieste perché ho notato quanto fosse irascibile e per evitare conflitti facevo i miei promemoria in modo molto sporadico. Quando ha iniziato ad aggredirmi verbalmente, ho lasciato la mia richiesta con grande frustrazione.
Quando sono tornato dall'Inghilterra, il 31 dicembre, che è stato il giorno in cui mi sono davvero sistemato in casa, dato che prima avevo solo lasciato le valigie, il proprietario è stato gentile e cortese. Gli ho potuto parlare della mia situazione economica precaria e si è mostrato amichevole e solidale. Tuttavia, trascorreva molto tempo combinando un trattamento amichevole con continui lagni sull'altro inquilino, di nazionalità britannica. Mi faceva notare, in modo insistente e ripetuto, quasi ogni volta che ci incrociavamo in cucina, che è sporco, che non getta la spazzatura, che non pulisce il bagno e dettagli domestici del genere. Io ascoltavo per educazione, ma non avevo alcun interesse nel tema. Dopo avergli fatto alcune domande, ho capito che non era esplicito nelle sue aspettative né forniva risorse per consentire all'inquilino inglese di fare le cose da solo. Ad esempio: a) Mi ha detto che doveva nascondere la scopa perché quando l'inquilino inglese spazzava la cucina, non puliva la scopa. Gli ho chiesto cosa intendesse e mi ha spiegato che la scopa, ogni volta che viene usata, deve essere pulita in un lavandino che si trova in terrazza. Mi preoccupavo perché non sono così pulito nei riguardi delle scope. b) Ho notato che non aveva specificato le aspettative per quanto riguarda la spazzatura in cucina, che l'inglese lascia nella sua apposita borsa in terrazza. L'ho invitato a essere esplicito, a dirgli esattamente quali erano le regole della casa, ma rispondeva con frasi come "ci penso io" e la sua preferita, "signori si nasce". Ho cercato di fargli notare, che sarebbe stato meglio educare l'inglese anziché essere arrabbiato tutto il tempo. Ma non è possibile ragionare con lui perché la sua attenzione non va oltre i 3 o 4 secondi, e subito riprende con la solfa del "signori si nasce". c) Ho cercato di essere amichevole con lui, ma era difficile perché è molto invadente e tende a parlare costantemente dei comportamenti dell'inquilino inglese che gli danno fastidio. Come scherzo gli ho detto che gli avrei addebitato un euro ogni volta che mi parlava male dell'inquilino inglese. Lui rideva e pensavo che forse si sarebbe accorto che era molto pesante con il suo dissenso. Ho cercato di condividere un po' di musica con lui, un po' per rendere più allegra la casa, dato che lui guardava costantemente video con una musica monotona in cui si vedevano immagini di denaro.
Alla fine, in una data che non riesco a precisare, è arrivato il giorno in cui i suoi scoppi d'ira hanno iniziato a concentrarsi su di me, ma non si manifestavano in modo chiaro e preciso. Quando cucinavo, per esempio, si poneva accanto a me e faceva gesti che mi facevano pensare che non fosse d'accordo con il modo in cui cucinavo. Ad esempio, il modo di versare l'olio nella padella, il modo di posizionare la padella, la quantità di gas per il fuoco, l'elezione del fornello corretto, il luogo dove mettevo il tagliere per le verdure. Tutto sembrava essere problematico e si poteva notare in un tono di disprezzo e frasi criptiche come "ci sono tanti pesci nel mare", come a indicare che sono un eccentrico e dovrei fare le cose a modo suo. Io lo secondavo perche non mi interessava l'argomento. Non ho mai risposto a quei commenti in modo diverso dal giocoso, non perché volessi scherzare, ma perché mi sembrava un po' inconsapevole della diversità. Mi limitavo ad evitare che il disgusto si intensificasse e effettivamente lui mi rispondeva: "Meno male che sei simpatico, altrimenti ti caccio via".
La situazione con l'inquilino inglese diventava sempre più tesa. Gli nascondeva pentole, padelle, posate, bicchieri, scopa, mocio, praticamente tutto. ci sono tanti messaggini che dimostrano che cercavo di difendere l'inquilino inglese, approfitando la simpatia che mostrava verso di me. D'altra parte, l l'inquilino inglese mi ha detto che il proprietario nascondeva le cosse come politica punitiva e per questo doveva andarsene. Ho dovuto spiegargli che quel tipo di comportamenti non sono normali in Italia. Io continuavo a mantenere i miei privilegi, "meno male che mi sei simpatico", e non sono riuscito a convincerlo sulla politica di informare sulle sue regole di casa prima che la gente venisse. In ogni caso, ho dovuto comprare una padella perché era troppo scomodo andare nella sua stanza a chiedere pentole, bicchieri, tazze, posate, ecc. Tacevo sulla situazione.
Una mattina sono andato in bagno e la toilette non era ben installata, poiché le acque reflue non scendevano facilmente. Secondo lui, avevo usato troppa acqua. Mi ha bussato aggressivamente alla porta e quando ho aperto me lo sono trovato irato, urlandomi, dicendomi che lui pagava l'acqua e che non potevo usare il bagno in quel modo. Ho cercato di spiegargli che a mio parere lo scarico non funzionava bene, ma era impossibile ragionare. Urlava e urlava, ripeteva che non sapevo usare i water, che bisognava usare la spazzola per spingere "la merda" e che io ero un primitivo, un selvaggio, che non sapevo usare un water, che per questo ci sono le spazzole, che sono un sporco venezuelano che non sa neanche usare un water.
Ho rinunciato a discutere sull'argomento del water e gli ho chiesto di smetterla di urlarmi. Avevo poche speranze che la relazione tornasse apparentemente armoniosa, ma ho fatto il tentativo. Per farlo calmare, sono uscito per strada a non fare nulla, e quando sono tornato, circa quattro ore dopo, l'ho trovato a pulire la cucina. Pulisce la cucina più volte al giorno, anche se è raro che qualcuno cucini. Quando sono arrivato in cucina sono andato a salutarlo facendo finta di aver dimenticato tutto. Mi ha detto che la cucina era un disastro colpa dell'inglese. E improvvisamente ha notato che il frigorifero non era chiuso bene. Nel farlo ha iniziato a urlare e insultare, a colpire il tavolo, la porta della cucina, a gettare cose per terra. Sono scappato nella mia stanza e mi sono chiuso lì dentro. Lui ha continuato a pulire la cucina che era già pulita per almeno un'ora, brontolando.
Il giorno dopo è iniziato normalmente. Ascoltava il suo video preferito che lo tranquillizza: si tratta di una musica New Age e immagini di dollari nelle stampanti di denaro, o su tavoli e cose del genere. Mi dice che quel video attira il denaro. So che questo lo calma, quindi mi sono sentito tranquillo, pronto per una giornata normale. Sono uscito per fare alcune commissioni che non ricordo, e al mio ritorno era più turbato che mai. Qualcuno aveva lasciato la persiana troppo alta e si era bloccata. Urlando mi ha chiesto se ero stato io. Gli ho detto che non lo sapevo, ma non ero sicuro. È sceso dalla scala con il coltello in mano con cui stava cercando di sistemarla. Si è avvicinato urlando, protestando, con il coltello in mano, ma non direttamente minacciandomi, anche se ovviamente mi sentivo minacciato. Urlava che la persona che aveva danneggiato la persiana dovrebbe bruciare, dovrebbe morire, dovrebbero fucilarla, che vedranno quando si arrabbia (cosa che spaventa perché la frase faceva pensare che potrebbe essere ancora piu arrabiato).
Sono andato alla Questura di Palermo per chiedere assistenza. Mi sembrava che la situazione potesse degenerare ulteriormente, soprattutto perché la scena dell'acqua si era ripetuta. Fino a questo punto pensavo che l'inquilino inglese fosse più a rischio di me. In Questura non hanno preso nota della situazione perché non c'era stato alcun reato commesso. Ho chiesto se c'era un incident report come in Inghilterra e mi hanno spiegato di no. Ho chiesto cosa fare, volevo sapere quale fosse il limite della mia tolleranza prima di chiamare i servizi di emergenza e non ho avuto un'indicazione che ricordi ora. Sono tornato di nuovo a casa, frustrato. Ma al meno quella sera non è successo nulla che adesso ricordi. Almeno sono tornato con la garanzia personale dell'ufficiale che ha ascoltato il mio caso che avrebbe informato chissà chi pattuglia quella zona.
Quella notte effettivamente non è successo nulla di rilevante. Ma il giorno dopo, bagno e persiana si sono ripetuti in un ordine che non ricordo perché le situazioni sono troppo simili per distinguerle l'una dall'altra. Ad un certo punto, quando è diventato più minaccioso, ho chiamato il 112. Ho chiamato il 112 mentre lui mi urlava contro. Gli operatori del 112 mi interrogavano su cose che non posso ricordare bene perché ero in preda al panico per sentirmi indifeso dalla polizia. Ho dovuto uscire di casa mentre il proprietario mi urlava e cercava di ragionare con gli operatori del 112 che mi facevano domande che mi facevano pensare che pensassero che tutto fosse colpa mia per restare lì. Uscendo di casa, l'operatore mi ha chiesto se ero in pericolo in quel momento e, ovviamente, essendo fuori casa, non lo ero più. Quindi, perdendo ogni speranza, ho riagganciato il telefono e sono andato sulle scale per calmarmi e trattenere la voglia di piangere. Ho sentito che il telefono squillava, quindi sono rientrato in casa, ho lasciato il telefono sul letto, sono rimasto lì qualche minuto e quando ero sicuro che il proprietario non fosse nel corridoio, sono uscito di nuovo, per non sentire il telefono e sentirmi al sicuro. Di nuovo sono rimasto sulle scale e alla fine sono andato a sedermi su un divano all'ingresso. Quando mi sono seduto ho notato che la polizia era fuori. Mezz'ora dopo la chiamata erano arrivati!
Ho invitato i poliziotti a salire. Sono arrivati a casa e il proprietario è arrivato anche (è uscito in un momento che non ho notato, probabilmente quando ero sulle scale o quando sono andato a lasciare il telefono in camera). Ho spiegato loro la mia situazione e il proprietario si è comportato come un angioletto. Credo che, uscendo, debba essere andato da qualcuno che gli ha dato consigli su come parlare quando arrivano i poliziotti. La polizia non ha notato nessun reato, quindi se ne sono andati. Se ne sono andati e sono riuscito solo a ottenere la raccomandazione di ignorarci reciprocamente.
Ho cercato diverse volte di andare in cucina, ma ogni volta che uscivo dalla mia stanza, lui usciva dalla sua. Andavo in cucina e io scappavo a nascondermi in bagno. Credo che l'atteggiamento neutrale della polizia lo abbia incoraggiato a sentirsi forte. E a me a sentirmi ancora più indifeso. Non ci sono stati incidenti gravi quella notte, ma ci sono stati altri incidenti specifici che non ricordo in questo momento. Ha rimosso tutte le cose che ho in cucina e le ha messo dentro di un armadietto, mentre tutti gli altri armadi della cucina sono vuoti. Mi ha lasciato senza pentole, senza coperchi, senza stracci, senza moccio.
Sono andato a comprare una padella e mentre cercavo di preparare le cose sono scivolato ed e caduta una passata sul tavolo. Gli ho chiesto per favore di darmi uno straccio e non mi ha risposto. In quel momento parlavo al telefono. Ho insistito in ottenere gli istrumenti per pulire ma lui e uscito a prendere foto della passata sul tavolo invece di provedere di stracci. Ho pulito tutto con il moscio che ho trovato in terrazzo.
Si e messo a camminare davanti e didietro al corridoio per ore, gridando mielda, mielda e altre cose che non capivo.
La mattina seguente ha perso di nuovo le staffe per ragini simili. Urlava dicendomi che avrei imparato chi era lui, avrei saputo di cosa era capace quando perdeva la pazienza. Urlava e colpiva il tavolo e la porta della cucina. Sono andato alla Questura e dopo molte resistenze da parte delle autorità, alla fine hanno ricevuto non la denuncia di violenza domestica, che era quello che mi aspettavo, ma per le minacce che ammetto non erano verbalmente esplicite, ma nel contesto di colpi agli oggetti e gestualità e volume erano minacce da prendere sul serio. Dopo la denuncia ha continuato a esercitare violenza psicologica e agressioni con i miei oggetti. Ha tolto tutte le cose mie dal armadietto in cucina dove erano tutte insieme le cose mie, e le ha messe in camera mia, senza il mio permesso, e contro le mie richieste di non farlo. Solo una azione violenta mia poteva fermarlo. Siccome non l'ho fatto, tutto il mio cibo e perterra perche l'armadio e il tavolino sono gia occupati. Quindi adesso ho il cibo in stanza. In cucina non ci sono padelle, coperchi, stracci, gas, niente.
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